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	<title>Tennis On Court</title>
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	<description>Il tennis da un altro punto di vista.</description>
	<lastBuildDate>Tue, 14 Apr 2026 10:21:01 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Tennis On Court</title>
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		<title>Eroi del Passato: Juan Martín Del Potro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Federico Lorusso]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 19:43:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eroi del Passato]]></category>
		<category><![CDATA[Del Potro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel terzo episodio di Eroi del Passato ripercorriamo la carriera di Juan Martín Del Potro: il gigante buono del tennis.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tennisoncourt.com/eroi-del-passato-juan-martin-del-potro/">Eroi del Passato: Juan Martín Del Potro</a> proviene da <a href="https://www.tennisoncourt.com">Tennis On Court</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Ci sono giocatori che dominano un’epoca.<br>E poi ci sono quelli che riescono a metterli in discussione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Juan Martín Del Potro è stato uno di loro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel pieno dell’era dominata da Roger Federer, Rafael Nadal e Novak Djokovic, il gigante di Tandil è riuscito a ritagliarsi uno spazio speciale nella storia del tennis. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La sua carriera è stata una continua altalena tra trionfi e ostacoli, ritorni incredibili e nuove cadute.<br>E forse è questo che ha reso Juan Martín Del Potro uno dei giocatori più amati della sua generazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--60)">Perché la sua non è stata solo la storia di un campione.<br>È stata la storia di un lottatore.</p>



<figure class="wp-block-image size-full" style="margin-top:0;margin-bottom:0"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1000" height="563" src="https://www.tennisoncourt.com/wp-content/uploads/2026/04/delpotro_1.jpg" alt="Eroi del Passato: Juan Martín Del Potro | Tennis On Court | Sito di informazione tennistica" class="wp-image-1475" srcset="https://www.tennisoncourt.com/wp-content/uploads/2026/04/delpotro_1.jpg 1000w, https://www.tennisoncourt.com/wp-content/uploads/2026/04/delpotro_1-300x169.jpg 300w, https://www.tennisoncourt.com/wp-content/uploads/2026/04/delpotro_1-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption class="wp-element-caption">Roger Federer e Juan Martín del Potro, US Open 2009. Foto ESPN.</figcaption></figure>



<h4 class="wp-block-heading" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--60)">IL GIGANTE DI TANDIL</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Juan Martín Del Potro nasce il 23 settembre 1988 a Tandil, in Argentina.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fin da giovanissimo mostra un talento naturale per il tennis. Il suo fisico, quasi due metri di altezza, e la potenza dei suoi colpi lo rendono immediatamente un prospetto speciale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le prime esperienze nel mondo dei professionisti arrivano quando ancora non ha compiuto 15 anni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il suo gioco è diretto e aggressivo: servizio potente, grande presenza da fondo campo e soprattutto un dritto che diventerà presto uno dei colpi più devastanti del circuito.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La vera esplosione arriva nell&#8217;estate del 2008, quando Del Potro conquista quattro tornei tra luglio e agosto. Questi successi lo portano dal 65° al 13° posto nel ranking. A soli 19 anni entra stabilmente tra i migliori del mondo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il tennis ha trovato un nuovo protagonista.</p>



<h4 class="wp-block-heading" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--50)">LA NOTTE CHE FERMÒ RE ROGER</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Agli US Open del 2009 l’argentino disputa il torneo perfetto. In semifinale elimina Rafael Nadal, concedendogli solo 6 game, e conquista la prima finale Slam della sua carriera.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dall’altra parte della rete c’è Roger Federer, cinque volte campione consecutivo a New York.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sembra una finale impossibile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma Del Potro gioca senza paura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In una battaglia spettacolare fatta di scambi violentissimi da fondo campo, l’argentino riesce a rimontare dopo aver perso il primo set. Il suo dritto diventa sempre più dominante e Federer fatica a controllarne la potenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo oltre quattro ore di gioco, Del Potro completa l’impresa e conquista il suo primo titolo del Grande Slam.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A soli vent’anni è il nuovo re di New York. Sarà il momento più alto della sua carriera.</p>



<h4 class="wp-block-heading" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--50)">MALEDETTI INFORTUNI</h4>



<p class="wp-block-paragraph">La carriera di Del Potro prende presto una direzione diversa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2010 un grave problema al polso destro lo costringe a un intervento chirurgico e a una lunga pausa dal circuito. In seguito i problemi si sposteranno sull&#8217;altro polso, il sinistro, costringendolo a fermarsi più volte.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il suo tennis cambia. Il rovescio, un tempo aggressivo e piatto, diventa spesso uno slice difensivo per proteggere l’articolazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il dritto, però, rimane un’arma micidiale.</p>



<h4 class="wp-block-heading" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--50)">LA STRADA DEL RITORNO</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Negli anni successivi, Del Potro lotta per ritrovare continuità nel circuito. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Pur non potendo esprimere sempre al massimo il suo potenziale, riesce a vincere tornei importanti e a ottenere risultati significativi, dimostrando una forza mentale fuori dal comune. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2013 Del Potro dimostra ancora una volta di poter competere con i migliori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A Wimbledon raggiunge la semifinale dove affronta Novak Djokovic. Il match dura quasi cinque ore ed è una battaglia continua. Del Potro gioca un tennis sensazionale, colpendo vincenti da ogni parte del campo e spingendo Djokovic al limite.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alla fine sarà il serbo a imporsi 7-5 al quinto set, ma quella partita rimane uno dei match più belli di Wimbledon degli ultimi anni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche Djokovic, a fine incontro, riconoscerà la grandezza dell’avversario.</p>



<h4 class="wp-block-heading" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--50)">LA NOTTE OLIMPICA DI RIO</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Uno dei momenti più emozionanti della sua carriera arriva nel 2016.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo l’ennesimo periodo lontano dai campi e a un anno di distanza dalla terza operazione al polso, Del Potro arriva alle Olimpiadi di Rio de Janeiro quasi senza aspettative. Al primo turno si trova subito davanti uno dei favoriti: Novak Djokovic.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quella partita diventa una delle sorprese più grandi del torneo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Del Potro gioca con un’intensità incredibile, sostenuto da un pubblico completamente dalla sua parte, e riesce a battere il numero uno del mondo in due tie-break. Djokovic lascia il campo in lacrime.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--60)">L’argentino continuerà il suo straordinario percorso fino alla finale, conquistando la medaglia d’argento olimpica.</p>



<figure class="wp-block-image size-full" style="margin-top:0;margin-bottom:0"><img decoding="async" width="1000" height="563" src="https://www.tennisoncourt.com/wp-content/uploads/2026/04/delpotro_4.jpg" alt="" class="wp-image-1478" srcset="https://www.tennisoncourt.com/wp-content/uploads/2026/04/delpotro_4.jpg 1000w, https://www.tennisoncourt.com/wp-content/uploads/2026/04/delpotro_4-300x169.jpg 300w, https://www.tennisoncourt.com/wp-content/uploads/2026/04/delpotro_4-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption class="wp-element-caption">Del Potro e Djokovic alla Olimpiadi di Rio 2016. Foto Tennis.com</figcaption></figure>



<h4 class="wp-block-heading" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--60)">L&#8217;EROE DELLA COPPA DAVIS</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Lo stesso anno Del Potro diventa protagonista anche di una delle imprese più importanti della storia del tennis argentino.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella finale di Coppa Davis contro la Croazia, l’Argentina è sotto 2-1. Nel quarto match Del Potro affronta Marin Cilic.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sotto di due set, nella bolgia di Zagabria, sembra tutto finito.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma Delpo trova ancora una volta la forza di reagire. Rimonta la partita e trascina l’Argentina verso la prima Coppa Davis della sua storia.</p>



<h4 class="wp-block-heading" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--50)">GLI ULTIMI GRANDI RISULTATI</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2017 agli US Open, l’argentino disputa un torneo fantastico. Nei quarti elimina Federer, reduce dalla doppietta Australian Open &#8211; Wimbledon, e si ferma solo in semifinale al cospetto del futuro vincitore: Rafa Nadal.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2018, Del Potro si toglie la soddisfazione di vincere il primo Master 1000 della carriera, a Indian Wells, battendo in finale Roger Federer.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A Flushing Meadows raggiunge la finale, quasi dieci anni dopo il trionfo del 2009, dove non può nulla contro Djokovic, che lo sconfigge in 3 set.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Proprio quando sembrava aver trovato una nuova stabilità fisica, il destino presenta a Juan Martín Del Potro un’altra prova durissima. Durante il torneo di Shanghai, si provoca una frattura alla rotula del ginocchio destro. È l’inizio di un nuovo calvario.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli interventi chirurgici si susseguono, così come i tentativi di riabilitazione. Ogni volta l’obiettivo è lo stesso: tornare a giocare, tornare a sentire il rumore della pallina colpita dal suo dritto devastante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma questa volta il fisico non risponde più come prima e il recupero diventa sempre più complicato.</p>



<h4 class="wp-block-heading" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--50)">OLÈ OLÈ OLÈ DELPO DELPO</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo più di due anni di inattività, Delpo si presenta al torneo di Buenos Aires per dare un ultimo saluto alla sua gente. Viene sconfitto al primo turno dal connazionale Delbonis, ma il risultato non interessa a nessuno.  </p>



<p class="wp-block-paragraph">Nell&#8217;ultimo turno di servizio scoppia in un pianto incontenibile, tutto lo stadio si alza in piedi per applaudirlo e intonare il coro &#8220;Olè Olè Olè Delpo Delpo&#8221;. È un momento di grandissima emozione, non solo per il pubblico argentino ma per tutto il mondo del tennis.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È l&#8217;8 febbraio 2022 e Del Potro ha appena giocato la sua ultima partita da professionista.</p>



<h4 class="wp-block-heading" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--50)">POTENZA ALLO STATO PURO</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Dal punto di vista tecnico era un giocatore piuttosto semplice da descrivere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dotato di un servizio potentissimo, ha costruito gran parte del suo gioco attorno alla solidità al servizio e alla grande aggressività da fondo campo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il suo marchio di fabbrica è sempre stato il dritto, uno dei colpi più efficaci del circuito, capace di produrre una potenza impressionante, soprattutto quando colpito piatto. Il rovescio a due mani, che era già un colpo meno solido, ha risentito degli infortuni al polso e nel corso degli anni è diventato un colpo più controllato e meno esplosivo. L&#8217;argentino si è distinto anche per la buona risposta al servizio e per una sensibilità tecnica spesso sottovalutata, capace di produrre colpi spettacolari come lob e tweener.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--60)">Pur trovandosi particolarmente a suo agio sul cemento, soprattutto quello newyorkese, ha dimostrato di poter competere ai massimi livelli su tutte le superfici.</p>



<figure class="wp-block-image size-full" style="margin-top:0;margin-bottom:0"><img decoding="async" width="1000" height="563" src="https://www.tennisoncourt.com/wp-content/uploads/2026/04/delpotro_3.jpg" alt="Eroi del Passato: Juan Martín Del Potro | Tennis On Court | Sito di informazione tennistica" class="wp-image-1479" srcset="https://www.tennisoncourt.com/wp-content/uploads/2026/04/delpotro_3.jpg 1000w, https://www.tennisoncourt.com/wp-content/uploads/2026/04/delpotro_3-300x169.jpg 300w, https://www.tennisoncourt.com/wp-content/uploads/2026/04/delpotro_3-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption class="wp-element-caption">Del Potro nell&#8217;ultimo match della carriera a Buenos Aires nel 2022. Foto Ansa</figcaption></figure>



<h4 class="wp-block-heading" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--60)">UN CAMPIONE FRAGILE</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Del Potro ha pagato un conto salatissimo con la fortuna. Gli infortuni lo hanno fermato più volte, impedendogli di ottenere quello che il suo talento avrebbe meritato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Eppure, nonostante una carriera spezzata da tante difficoltà, il gigante di Tandil è riuscito a lasciare un segno indelebile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché Delpo non è stato solo un grande giocatore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È stato uno di quei rari campioni che il pubblico ha amato dall&#8217;inizio alla fine.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Juan Martín Del Potro, il gigante buono del tennis.</p>
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		<title>Wimbledon 1973: storia di un boicottaggio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Federico Lorusso]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 15:07:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Wimbledon]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Wimbledon 1973: l'edizione in cui tutti i migliori del mondo disertarono il torneo e la storia del tennis prese una nuova piega.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Ci sono tornei che fanno la storia per le imprese sportive.<br>E poi ce ne sono altri che la cambiano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Wimbledon 1973 appartiene senza dubbio alla seconda categoria: un&#8217;edizione segnata da un boicottaggio senza precedenti, da tensioni politiche e istituzionali, da un tennis ancora sospeso tra dilettantismo e professionismo. Un torneo che, paradossalmente, fu ricordato più per chi non giocò che per chi vinse.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--60)">Eppure, proprio nel caos di quell&#8217;estate londinese, il tennis moderno prese definitivamente forma.</p>



<figure data-wp-context="{&quot;imageId&quot;:&quot;6abb62ecca037&quot;}" data-wp-interactive="core/image" data-wp-key="6abb62ecca037" class="wp-block-image size-full wp-lightbox-container"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="563" data-wp-class--hide="state.isContentHidden" data-wp-class--show="state.isContentVisible" data-wp-init="callbacks.setButtonStyles" data-wp-on--click="actions.showLightbox" data-wp-on--load="callbacks.setButtonStyles" data-wp-on--pointerdown="actions.preloadImage" data-wp-on--pointerenter="actions.preloadImageWithDelay" data-wp-on--pointerleave="actions.cancelPreload" data-wp-on-window--resize="callbacks.setButtonStyles" src="https://www.tennisoncourt.com/wp-content/uploads/2026/03/wimbledon1973.jpg" alt="" class="wp-image-1465" srcset="https://www.tennisoncourt.com/wp-content/uploads/2026/03/wimbledon1973.jpg 1000w, https://www.tennisoncourt.com/wp-content/uploads/2026/03/wimbledon1973-300x169.jpg 300w, https://www.tennisoncourt.com/wp-content/uploads/2026/03/wimbledon1973-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><button
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<h4 class="wp-block-heading" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--60)">L&#8217;ERA OPEN E IL NUOVO EQUILIBRIO DEL TENNIS</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Per capire cosa accadde nel 1973 bisogna tornare indietro di pochi anni.<br>Nel 1968 il tennis aveva aperto le porte al professionismo con la nascita della cosiddetta <strong>Era Open</strong>, consentendo finalmente ai professionisti di partecipare ai tornei dello Slam. Fino a quel momento il sistema era rigidamente diviso tra dilettanti e professionisti, con i migliori giocatori spesso costretti a circuiti separati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quel cambiamento, però, non risolse tutte le tensioni. Anzi, ne fece emergere di nuove.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Negli anni immediatamente successivi il tennis fu attraversato da una sorta di guerra fredda interna: da una parte le federazioni tradizionali, guidate dalla International Lawn Tennis Federation; dall&#8217;altra i nuovi circuiti professionistici e gli interessi economici crescenti. In mezzo, naturalmente, i giocatori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per difendere i propri diritti, nel 1972 nacque l&#8217;<strong>Association of Tennis Professionals (ATP)</strong>, fondata tra gli altri da Jack Kramer, Cliff Drysdale e Donald Dell. L&#8217;ATP era inizialmente una sorta di sindacato dei tennisti professionisti, ma nel giro di pochi mesi avrebbe dimostrato quanto potesse essere influente.</p>



<h4 class="wp-block-heading">IL CASO PILIC E LA RIBELLIONE DEI GIOCATORI</h4>



<p class="wp-block-paragraph">La miccia si accese nel maggio del 1973.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il tennista jugoslavo <strong>Nikola Pilic</strong> venne sospeso dalla propria federazione per aver rifiutato la convocazione in Coppa Davis contro la Nuova Zelanda. La federazione jugoslava gli inflisse inizialmente <strong>una sospensione di nove mesi</strong>, una sanzione pesantissima che di fatto lo avrebbe escluso dalle competizioni per il resto della stagione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La International Lawn Tennis Federation intervenne successivamente riducendo la squalifica <strong>a un mese</strong>, ma quella penalità bastava comunque a impedirgli di partecipare a Wimbledon.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La questione però andava oltre il caso personale di Pilic. Per l&#8217;ATP era un principio: se le federazioni nazionali potevano impedire ai giocatori di partecipare ai tornei, allora il professionismo appena nato rischiava di restare subordinato alle vecchie strutture del tennis.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La risposta fu clamorosa. Se Pilic non poteva giocare, i tennisti dell&#8217;ATP non avrebbero partecipato al torneo.<br>Alla fine <strong>81 giocatori aderirono al boicottaggio</strong>, praticamente l&#8217;intera associazione dei professionisti dell&#8217;epoca.</p>



<h4 class="wp-block-heading">UN TABELLONE SURREALE</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Il risultato fu un&#8217;edizione di Wimbledon profondamente anomala.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il tabellone venne riempito con qualificati, lucky loser e numerosi giocatori provenienti dai paesi dell&#8217;Europa orientale, che non aderirono al boicottaggio dell&#8217;ATP. Tra i protagonisti di questo gruppo emersero in particolare il cecoslovacco <strong>Jan Kodes</strong> e il sovietico <strong>Alex Metreveli</strong>, che finirono addirittura per contendersi il titolo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non mancavano nemmeno alcuni giovani destinati a segnare il tennis degli anni successivi, come <strong>Björn Borg</strong> e <strong>Jimmy Connors</strong>, allora ancora agli inizi della loro carriera.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In mezzo a questo scenario sospeso tra passato e futuro, il torneo assumeva contorni quasi irreali.</p>



<h4 class="wp-block-heading">IL CASO NASTASE</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Uno dei protagonisti più discussi fu <strong>Ilie Nastase</strong>, all&#8217;epoca uno dei migliori giocatori del mondo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Pur essendo membro dell&#8217;ATP, il rumeno decise di partecipare al torneo. La sua spiegazione fu singolare: essendo ufficialmente un ufficiale dell&#8217;esercito rumeno, dichiarò di non poter rifiutare l&#8217;ordine del proprio governo di scendere in campo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nastase arrivò fino al quarto turno prima di essere eliminato dallo statunitense Sandy Mayer. La sconfitta alimentò una delle leggende più curiose della storia del tennis: secondo alcune ricostruzioni dell&#8217;epoca, il rumeno avrebbe perso deliberatamente per non esporsi troppo contro il boicottaggio, dopo aver comunque onorato l&#8217;obbligo di partecipare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una teoria mai confermata dallo stesso Nastase, ma rimasta nell&#8217;immaginario del torneo.</p>



<h4 class="wp-block-heading">IL TORNEO</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Sul piano sportivo, l&#8217;edizione del 1973 si concluse con la vittoria del cecoslovacco <strong>Jan Kodes</strong>, già due volte campione al Roland Garros. Il suo percorso nel torneo fu tutt&#8217;altro che agevole, con diverse partite combattute prima di raggiungere la finale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nell&#8217;atto conclusivo, Kodes superò <strong>Alex Metreveli</strong> con il punteggio di 6-1 9-8 6-3, conquistando l&#8217;unico Wimbledon della sua carriera. Curiosità storica: il tie-break in quegli anni si giocava sull&#8217;8 pari, non sul 6 come oggi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel doppio maschile, invece, il titolo andò alla coppia <strong>Connors–Nastase</strong>, simbolo perfetto di un torneo che mescolava generazioni, circostanze e contraddizioni.</p>



<h4 class="wp-block-heading">uN TORNEO MINORE CHE FECE LA STORIA</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Dal punto di vista tecnico, Wimbledon 1973 non fu certamente una delle edizioni più memorabili del torneo. Il tabellone mutilato dal boicottaggio e l&#8217;assenza di molti dei migliori giocatori del mondo tolsero inevitabilmente prestigio alla competizione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Eppure, proprio quell&#8217;edizione anomala finì per avere un peso enorme nella storia del tennis.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il boicottaggio dimostrò infatti che i giocatori, uniti sotto la sigla dell&#8217;ATP, erano ormai in grado di esercitare una reale influenza politica sul circuito. Non più semplici partecipanti ai tornei, ma protagonisti anche nelle decisioni che riguardavano l&#8217;organizzazione del gioco.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nell&#8217;agosto del 1973 l&#8217;ATP pubblicò <strong>il primo ranking ufficiale della storia</strong>, segnando un passaggio decisivo verso il tennis professionistico moderno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo senso Wimbledon 1973 resta uno dei tornei più singolari mai disputati sui prati dell&#8217;All England Club: un&#8217;edizione imperfetta, quasi improvvisata, ma capace di segnare uno spartiacque tra il tennis del passato e quello moderno.</p>
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		<title>Tennis On Court 4 Gaza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Federico Lorusso]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Oct 2025 11:12:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tennisoncourt.com/?p=1424</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dagli scatti di Tennis On Court nasce “Tennis On Court 4 Gaza - 2026 Calendar”, un progetto che unisce il tennis a un gesto di solidarietà concreta.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Ogni campo da tennis ha una storia.<br>Luce, silenzio, linee perfette, il rumore sordo della palla sulla superficie.<br>Sono luoghi che raccontano concentrazione, movimento e bellezza, ma anche fragilità, tempo, memoria.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--60)">Dagli scatti di Tennis On Court nasce <strong>“Tennis On Court 4 Gaza &#8211; 2026 Calendar”</strong>, un progetto che unisce la passione per il tennis a un gesto di solidarietà concreta.<br>Dodici fotografie di campi da tennis, diversi per luce, colore e materia, diventano le pagine di un <strong>calendario 2026</strong>, al cui interno è presente il calendario di tutti i tornei ATP del 2026, realizzato in <strong>50 copie numerate</strong>, in formato <strong>A3</strong>.</p>



<figure data-wp-context="{&quot;imageId&quot;:&quot;6abb62eccbd8c&quot;}" data-wp-interactive="core/image" data-wp-key="6abb62eccbd8c" class="wp-block-image size-full wp-lightbox-container"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="563" data-wp-class--hide="state.isContentHidden" data-wp-class--show="state.isContentVisible" data-wp-init="callbacks.setButtonStyles" data-wp-on--click="actions.showLightbox" data-wp-on--load="callbacks.setButtonStyles" data-wp-on--pointerdown="actions.preloadImage" data-wp-on--pointerenter="actions.preloadImageWithDelay" data-wp-on--pointerleave="actions.cancelPreload" data-wp-on-window--resize="callbacks.setButtonStyles" src="https://www.tennisoncourt.com/wp-content/uploads/2025/10/toc_4gaza.jpg" alt="Dagli scatti di Tennis On Court nasce “Tennis On Court 4 Gaza - 2026 Calendar”, un progetto che unisce il tennis a un gesto di solidarietà concreta | Tennis On Court | Sito di informazione tennistica" class="wp-image-1427" srcset="https://www.tennisoncourt.com/wp-content/uploads/2025/10/toc_4gaza.jpg 1000w, https://www.tennisoncourt.com/wp-content/uploads/2025/10/toc_4gaza-300x169.jpg 300w, https://www.tennisoncourt.com/wp-content/uploads/2025/10/toc_4gaza-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><button
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<h4 class="wp-block-heading" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--60)">Un gesto semplice</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Il calendario è disponibile al prezzo di <strong>15 €</strong>, ma chi desidera può donare una cifra più alta.<br>L’intero ricavato, al netto delle spese di stampa, sarà devoluto a sostegno della <strong>popolazione di Gaza</strong>, tramite Emercgency ONG ETS.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni bambino dovrebbe poter crescere e giocare senza il rumore delle bombe.<br>Questo progetto è un modo per dire stop al genocidio, stop alla violenza contro i civili e a ogni forma di ingiustizia che toglie dignità e futuro.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Perché farlo</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Non è un’iniziativa commerciale.<br>È un modo per dare forma visiva a un pensiero semplice: lo sport può unire, ricordare, creare legami anche dove tutto sembra separare.<br>Il tennis, con la sua disciplina e la sua calma, diventa una metafora di equilibrio, di concentrazione, di rispetto.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Come acquistare</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Per richiedere una copia: <strong><a href="mailto:info@tennisoncourt.com">info@tennisoncourt.com</a></strong><br>Le copie sono limitate a <strong>50 esemplari numerati</strong>.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Un ringraziamento</h4>



<p class="wp-block-paragraph">A chi sceglierà di acquistarlo, di parlarne o semplicemente di condividerne il messaggio:<br>ogni gesto, anche il più piccolo, può trasformarsi in un punto di contatto tra sport, arte e solidarietà.</p>



<h4 class="wp-block-heading">AGGIORNAMENTO 25 OTTOBRE 2025</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Il progetto Tennis On Court 4 Gaza – 2026 Calendar si è ufficialmente concluso con un risultato che ha superato ogni aspettativa: <strong>1.150 euro donati</strong> a sostegno della popolazione civile di Gaza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le <strong>50 copie numerate del calendario</strong> sono andate sold out in pochissimo tempo.<br>Un traguardo che racconta la forza di una comunità capace di trasformare una semplice idea, un calendario di fotografie di campi da tennis, in un gesto concreto di solidarietà.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni contributo, ogni condivisione e ogni parola di supporto hanno reso possibile questo risultato.<br>Il progetto è nato dal desiderio di unire la passione per il tennis e la fotografia a un messaggio di pace, ricordando che lo sport può essere un linguaggio universale, capace di unire anche nei momenti più difficili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’intero <strong>ricavato</strong> è stato devoluto alla popolazione di Gaza tramite Emergency ONG ETS.<br>La <strong>ricevuta della donazione</strong> è disponibile <a href="https://www.tennisoncourt.com/wp-content/uploads/2025/10/ricevutadonazione_toc4gaza.jpg" target="_blank" rel="noreferrer noopener">qui</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un enorme grazie a tutte le persone che hanno scelto di partecipare, sostenere e credere nel progetto.<br><strong>Tennis On Court 4 Gaza</strong> non è solo un calendario: è la dimostrazione che, anche partendo da un campo da tennis, si può lanciare un messaggio di pace.</p>
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		<title>Tu chiamale se vuoi emozioni</title>
		<link>https://www.tennisoncourt.com/tu-chiamale-se-vuoi-emozioni/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Federico Lorusso]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Jul 2025 21:27:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Alcaraz]]></category>
		<category><![CDATA[ATP]]></category>
		<category><![CDATA[Sinner]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sinner ha vinto Wimbledon superando Alcaraz con il punteggio di 4-6 6-4 6-4 6-4. È la prima volta che un italiano trionfa ai Championships.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--60)">Jannik Sinner ha vinto il torneo di Wimbledon: è il primo italiano nella storia a trionfare nel tempio del tennis. Ha battuto in finale Carlos Alcaraz con il punteggio di 4-6 6-4 6-4 6-4 in poco più di 3 ore di gioco, prendendosi la rivincita poche settimane dopo la dolorosa sconfitta subita nella finale del Roland Garros.</p>



<figure data-wp-context="{&quot;imageId&quot;:&quot;6abb62eccd8d4&quot;}" data-wp-interactive="core/image" data-wp-key="6abb62eccd8d4" class="wp-block-image size-full wp-lightbox-container"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="563" data-wp-class--hide="state.isContentHidden" data-wp-class--show="state.isContentVisible" data-wp-init="callbacks.setButtonStyles" data-wp-on--click="actions.showLightbox" data-wp-on--load="callbacks.setButtonStyles" data-wp-on--pointerdown="actions.preloadImage" data-wp-on--pointerenter="actions.preloadImageWithDelay" data-wp-on--pointerleave="actions.cancelPreload" data-wp-on-window--resize="callbacks.setButtonStyles" src="https://www.tennisoncourt.com/wp-content/uploads/2025/07/sinner-wimbledon-2025.jpg" alt="" class="wp-image-1399" srcset="https://www.tennisoncourt.com/wp-content/uploads/2025/07/sinner-wimbledon-2025.jpg 1000w, https://www.tennisoncourt.com/wp-content/uploads/2025/07/sinner-wimbledon-2025-300x169.jpg 300w, https://www.tennisoncourt.com/wp-content/uploads/2025/07/sinner-wimbledon-2025-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><button
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		</button><figcaption class="wp-element-caption">Foto Florian Eisele / wimbledon.com</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--60)">Se qualche anno fa qualcuno mi avesse chiesto se avrei mai immaginato di vedere un italiano trionfare a Wimbledon, l&#8217;avrei certamente preso per pazzo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il primo ricordo tennistico che ho è datato 6 luglio 2003: avevo 8 anni. Roger Federer diventava per la prima volta campione Slam, proprio sui campi dell&#8217;All England Club, il torneo che l&#8217;avrebbe poi reso leggenda. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Guardando quei campi, ti rendi subito conto che quel torneo è unico. Ho avuto la fortuna di assistere dal vivo all&#8217;edizione del 2024 dei Championships, e tutto quello che appare dalla televisione è più che mai accentuato. Storia, tradizione, eleganza e chi più ne ha più ne metta. Quel posto è magico. Come fai a non innamorartene?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da quella domenica di luglio del 2003, non ho mai mollato il tennis. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ci siamo tutti goduti l&#8217;epopea dei Big Three, il tennis nel suo più gran splendore, e abbiamo sofferto tanto, forse troppo, per la carenza di tennisti italiani che potessero ambire alle vittorie più prestigiose, senza certamente dimenticare gli anni d&#8217;oro del tennis femminile italiano che di gioie ce ne ha regalate tantissime.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;exploit di Cecchinato al Roland Garros del 2018, spintosi fino alle semifinali con tanto di eliminazione di Djokovic, è stato per certi versi pioneristico. Lì, però si è capito che anche noi avremmo potuto dire la nostra nel tennis contemporaneo. L&#8217;anno dopo, infatti, Fabio Fognini, che per tanti anni aveva portato avanti la carretta insieme a Seppi, avrebbe conquistato a Monte Carlo il primo Master 1000 azzurro. Da quel momento è stato un susseguirsi di successi, culminato con la storica finale di Matteo Berrettini a Wimbledon, in cui verrà sconfitto in 4 set da un imbattibile Djokovic.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E poi arriva Jannik, il vero fenomeno del tennis italiano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Che fosse speciale lo si era capito da subito, ma che fosse così speciale era difficile immaginarlo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;edizione 2025 dei Championships è stata da subito ricca di sorprese. Berrettini, Zverev, Medvedev, Draper, Bublik e Tsitsipas, solo per citarne alcuni, escono di scena nei primissimi turni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel primo turno Alcaraz supera in 5 set, in quella che probabilmente è stata la partita più bella del torneo, uno splendido Fabio Fognini, che qualche giorno dopo annuncia il ritiro, e al quale va un grandissimo ringraziamento per tutte le emozioni che ci ha regalato nel corso della sua carriera.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo spagnolo, come spesso accade, lascia per strada qualche set, ma riesce alla fine a conquistare la sua terza finale londinese consecutiva, superando in ordine Tarvet, Struff, Rublev, Norrie e Fritz.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per Sinner, invece, le prime partite sono più semplici. Vince agevolmente contro Nardi, Vukic e Martinez. Nel quarto turno affronta Dimitrov, che per quasi due ore gioca un tennis sublime, ritrovandosi in vantaggio di 2 set. Sul 2 pari nel terzo il bulgaro però si strappa il pettorale ed è costretto al ritiro. È questo il punto di svolta nel torneo di Jannik. Nei quarti, dopo aver superato il problema al gomito che lo aveva limitato e non poco nel turno precedente, elimina Shelton in 3 set di altissimo livello e in semifinale supera agevolmente Djokovic, che manca per la prima volta dal 2017 l&#8217;appuntamento con la finale sui prati dell&#8217;All England Club.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sinner e Alcaraz sono di nuovo pronti a giocarsi un titolo Slam a 35 giorni di distanza dall&#8217;epica sfida in finale al Roland Garros.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In finale, sotto gli occhi attenti di innumerevoli star di Hollywood ed eroi del tennis che fu, è Sinner il primo a portarsi in vantaggio. Nel primo set si ritrova sopra 4-2. Alcaraz però alza il livello, e con un&#8217;incredibile rimonta, culminata con un punto spettacolare sul set point, porta a casa il primo parziale con il punteggio di 6-4.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sinner non sembra però accusare il colpo e nel primo gioco del secondo set riesce nuovamente a strappare il servizio allo spagnolo. Si continua senza break, con i due giocatori che appaiono più nervosi del solito. Nel decimo gioco Sinner deve tirare fuori il meglio di sé e con tre punti spettacolari riporta tutto in parità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel terzo set vige l&#8217;equilibrio, con qualche occasione di allungo in più per l&#8217;italiano, che sul 3-4 e servizio si ritrova 30-30 e tira fuori dal cilindro un ace di seconda da fenomeno. Nel game successivo lo spagnolo perde il servizio e pochi minuti dopo Sinner chiude il set con una prima vincente. 2 set a 1 Sinner.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alcaraz accusa il colpo e si lamenta apertamente con la propria panchina perché non riesce a trovare le contromisure alla profondità e pesantezza dei colpi di Sinner.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il break nel quarto set arriva nelle fasi iniziali e lo conquista Sinner con una splendida risposta vincente di rovescio. L&#8217;azzurro sembra controllare grazie a un&#8217;efficacia al servizio spaventosa. Partita finita? No, bisogna ancora soffrire. Nell&#8217;ottavo game Alcaraz ha due possibilità di rimettere tutto in parità ma con un servizio vincente e con un errore di diritto dello spagnolo, Sinner riesce a portarsi sul 5-3. Dopo un game interlocutorio Sinner serve per il match ed è perfetto: la partita è finita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È tutto vero! Jannik Sinner ha vinto Wimbledon, un italiano ha vinto Wimbledon. Roba da matti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Durante la premiazione, i due campioni si sono scambiati parole al miele facendosi tanti complimenti a vicenda. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Alcaraz si è detto comunque soddisfatto del percorso e ha accettato la sconfitta con grandissima sportività.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sinner ha ammesso che questo torneo è il più speciale di tutti, come dargli torto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con questo successo Sinner allunga ancora in classifica su Alcaraz, anche se da qui a fine anno dovrà difendere circa 6000 punti, a differenza di Alcaraz che ne difende poco più di 1000.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per Sinner si tratta del quarto successo Slam in carriera, contro i 5 del suo avversario che non aveva mai perso in finale e che aveva vinto gli ultimi 5 precedenti contro l&#8217;azzurro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il 13 luglio 2025 entra di diritto nella storia del tennis e dello sport italiano, Sinner ha compiuto un&#8217;impresa senza precedenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non si può che concludere con un pensiero, come sottolineato anche da Paolo Bertolucci, per Rino Tommasi e Gianni Clerici, che per tanti anni ci hanno raccontato il tennis a modo loro e che hanno atteso invano una vita intera per vedere un azzurro vincere su quei prati. Rino, Gianni, l&#8217;edizione 2025 dei Championships l&#8217;ha vinta l&#8217;italiano Jannik Sinner.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Jannik, ci hai regalato un sogno e in fondo questa vittoria è anche un po&#8217; nostra.</p>
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		<title>Eroi del Passato: David Ferrer</title>
		<link>https://www.tennisoncourt.com/eroi-del-passato-david-ferrer/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Federico Lorusso]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Jun 2025 18:04:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eroi del Passato]]></category>
		<category><![CDATA[Ferrer]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In questo secondo episodio di Eroi del Passato ripercorriamo la carriera di David Ferrer: il re del tennis operaio in un'epoca di fenomeni.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Non dev&#8217;essere stato facile vivere una carriera nell&#8217;ombra di Nadal, lo spagnolo più forte di tutti i tempi. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Una carriera all’insegna del sudore e della dedizione, raggiungendo risultati difficilmente immaginabili, grazie alla voglia di migliorarsi sporcandosi le mani giorno dopo giorno.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--60)">Ferrer è la prova che nello sport la costanza è tutto.</p>



<figure class="wp-block-image size-full" style="margin-top:0;margin-bottom:0"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="563" src="https://www.tennisoncourt.com/wp-content/uploads/2025/06/davidferrer.jpg" alt="Eroi del Passato: David Ferrer | Tennis On Court | Sito di informazione tennistica" class="wp-image-1387" srcset="https://www.tennisoncourt.com/wp-content/uploads/2025/06/davidferrer.jpg 1000w, https://www.tennisoncourt.com/wp-content/uploads/2025/06/davidferrer-300x169.jpg 300w, https://www.tennisoncourt.com/wp-content/uploads/2025/06/davidferrer-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption class="wp-element-caption">David Ferrer. Foto Ray Giubilo.</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--60)">David Ferrer nasce il 2 aprile 1982 a Jávea, rinomata località balneare sulla Costa Brava, nella Comunità Valenciana e inizia a giocare a tennis all&#8217;età di 7 anni insieme al fratello Javier e al padre.</p>



<p class="wp-block-paragraph">All&#8217;età di 12 anni si trasferisce a Gandia e due anni dopo a Barcellona per allenarsi in un centro della Federazione Catalana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo periodo inizia ad allenarsi con Javier Piles che, a causa dello scarso impegno mostrato dal suo allievo, lo mette in punizione chiudendolo a chiave in un piccolo locale di 2m x 2m senza luce. Ferrer stufo del tennis abbandona l&#8217;accademia per lavorare in un cantiere edile. La lontananza dal tennis dura però solo 7 giorni e il sodalizio con Piles durerà fino al 2013. Probabilmente sarà questo l&#8217;episodio che segnerà la sua carriera.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2002 debutta nel circuito ATP dopo aver fatto 3 anni di gavetta tra Futures e Challenger, e anche complice la vittoria del torneo di Bucarest, termina il primo anno tra i grandi all’interno dei top 60.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I due anni successivi si rivelano più complicati del previsto, i risultati faticano ad arrivare, fatta eccezione per la prestigiosa eliminazione di Agassi, allora numero 1 al mondo, agli Internazionali di Roma del 2003 e la classifica fatica a decollare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ferrer, però, è uno abituato a non mollare mai e infatti nel 2005 le cose cambiano radicalmente. A Miami raggiunge per la prima volta le semifinali in un 1000, stessa cosa a Roma qualche mese dopo e al Roland Garros si spinge fino ai quarti di finale. Perderà tutte e tre le volte contro il connazionale Rafa Nadal. Chiude l’anno in 14esima posizione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Negli anni successivi si conferma ad altissimi livelli ed entra stabilmente in top 10. Vince 3 Coppe Davis con la Spagna, arriva in finale al Master, oggi ribattezzate ATP Finals, del 2007, dove viene sconfitto da Federer e raggiunge le prime finali 1000: a Roma nel 2010 e a Monte Carlo nel 2011, dove viene sconfitto indovinate da chi? Rafa Nadal. Tra il 2006 e il 2011 vince 10 titoli ATP.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il meglio però deve ancora venire e all’alba dei 30 anni Ferrer inizia a giocare il miglior tennis della sua carriera. Nel 2012 trionfa in ben 7 tornei tra cui il Master 1000 di Parigi Bercy, caso vuole che sia uno dei due 1000 che mancano nella bacheca di Nadal. A fine stagione è il giocatore con più partite vinte nel circuito, superando anche Novak Djokovic, con 76 successi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il 2013 è l&#8217;anno in cui raggiunge, senza perdere set, la prima e unica finale Slam in carriera, al Roland Garros, superando ai quarti Roger Federer. Neanche a dirlo, l’ostacolo in finale si chiama Nadal, che dopo aver vinto un match incredibile in semifinale contro Djokovic, lo batte nettamente con il punteggio di 6-3 6-2 6-3.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo il match Ferrer dichiarerà: &#8220;<em>Quando perdi una finale Slam, è normale che tu sia triste. Ma ho dato tutto, e questo è quello che conta. Spero che non sia la mia ultima finale, anche se sarà difficile tornarci. Giocare contro Nadal in una finale del Roland Garros è una delle sfide più dure nello sport</em>&#8220;.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--60)">Da Nadal invece solo elogi al suo avversario: &#8220;<em>Giocare contro Ferrer non è mai facile. È uno dei miei più grandi amici nel circuito, e una delle persone più corrette che conosca. È una fortuna averlo come avversario e come esempio. Non mi piace quando la gente sottovaluta Ferrer. Se non ha vinto Slam, non è colpa sua, ma del momento storico in cui ha giocato. In qualsiasi altra epoca, avrebbe avuto molti titoli</em>&#8220;.</p>



<figure class="wp-block-image size-full" style="margin-top:0;margin-bottom:0"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="563" src="https://www.tennisoncourt.com/wp-content/uploads/2025/06/ferrernadalfinalerolandgarros2013.jpg" alt="Ferrer e Nadal alla premiazione del Roland Garros nel 2013 | Tennis On Court | Sito di informazione tennistica" class="wp-image-1388" srcset="https://www.tennisoncourt.com/wp-content/uploads/2025/06/ferrernadalfinalerolandgarros2013.jpg 1000w, https://www.tennisoncourt.com/wp-content/uploads/2025/06/ferrernadalfinalerolandgarros2013-300x169.jpg 300w, https://www.tennisoncourt.com/wp-content/uploads/2025/06/ferrernadalfinalerolandgarros2013-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption class="wp-element-caption">Ferrer e Nadal Roland Garros 2013. Foto rolandgarros.com</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--60)">Raggiunge in seguito la finale a Parigi Bercy, per il secondo anno consecutivo, dove però viene sconfitto in 2 set da Djokovic. Chiude l’anno in 3° posizione, il suo miglior ranking, superando tra gli altri Federer e Murray.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2016, dopo un altro paio d’anni di successi, esce, per la prima volta dal 2010, dalla top 10 e chiude l’anno addirittura fuori dai primi 20, non riuscendo a vincere nessun torneo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’ultima gioia se la regala a Bastad nel 2017, dove sconfigge Dolgopolov in 2 set. È il 27esimo torneo ATP della carriera.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo essere uscito dalla top 100 nel 2018, decide di appendere la racchetta al chiodo. Conclude la sua carriera l’8 maggio del 2019 nel torneo di casa a Madrid, dove viene sconfitto al secondo turno da Alexander Zverev, lo stesso con cui Nadal ha giocato e perso l’ultimo incontro al Roland Garros della sua carriera.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo il ritiro, entra come coach nello staff proprio di Zverev. Il rapporto tra i due, nonostante i buoni risultati, si interrompe dopo pochi mesi per volere dello spagnolo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dal dicembre del 2022 è capitano della squadra maschile spagnola di Coppa Davis.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2016 l’ATP l’ha inserito in una lista dei 20 migliori giocatori di sempre a non aver mai vinto un titolo dello Slam.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È inoltre considerato uno dei tennisti spagnoli più forti di tutti i tempi, basti pensare che hanno vinto più titoli di lui solo Nadal e Orantes.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dal punto di vista tecnico, Ferrer faceva della regolarità, della grinta e della velocità i suoi punti di forza. Era inoltre un gran ribattitore, tanto che Darren Cahill ha dichiarato che lui e Djokovic sono i migliori di sempre in questa specialità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non era un amante del gioco di volo e non aveva eccelse doti tecniche. Tuttavia è stato in grado di migliorarsi anno dopo anno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche per via della sua statura, 175 cm, non eccelleva al servizio, ma è comunque riuscito in carriera a raggiungere picchi di velocità superiori ai 200 km/h.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nonostante un gioco che si adattava perfettamente alla terra battuta ha ottenuto ottimi risultati anche sul cemento, superficie sulla quale ha vinto l’unico 1000 della carriera.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Grazie alla costanza e longevità è stato in grado di vincere 734 incontri in carriera, piazzandosi in 12esima posizione nella lista dei giocatori con più vittorie ATP di sempre.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sebbene per tutta la carriera abbia giocato un tennis poco spettacolare, è stato in grado di farsi apprezzare da tutti, avversari e tifosi, grazie al suo carattere: un esempio di umiltà e correttezza.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="padding-bottom:var(--wp--preset--spacing--60)">Nelle prime fasi della sua carriera Ferrer ha cambiato diverse racchette: Wilson, Head e Prince per poi passare definitivamente a Babolat. Per quanto riguarda l’abbigliamento ha indossato per tutta la carriera dei sobrissimi outfit Lotto, in perfetto stile Ferrer.</p>



<figure class="wp-block-image size-full" style="margin-top:0;margin-bottom:0"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="563" src="https://www.tennisoncourt.com/wp-content/uploads/2025/06/ferreraddiotennis.jpg" alt="La cerimonia per la chiusura della carriera di David Ferrer a Madrid nel 2019 | Tennis On Court | Sito di informazione tennistica" class="wp-image-1389" srcset="https://www.tennisoncourt.com/wp-content/uploads/2025/06/ferreraddiotennis.jpg 1000w, https://www.tennisoncourt.com/wp-content/uploads/2025/06/ferreraddiotennis-300x169.jpg 300w, https://www.tennisoncourt.com/wp-content/uploads/2025/06/ferreraddiotennis-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption class="wp-element-caption">Ferrer al suo addio al tennis con la famiglia a Madrid nel 2019. Foto AP.</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--60)">Ha sfidato i più forti, ha perso contro i più grandi, ma non ha mai smesso di lottare. In un’altra generazione, Ferrer avrebbe vinto molto di più. Ma ha lasciato comunque un segno profondo: quello di un lottatore instancabile, rispettato da tutti, che ha reso onore al tennis anche senza uno Slam in bacheca.</p>



<p class="wp-block-paragraph">David Ferrer, il re del tennis operaio.</p>
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		<title>Due fenomeni a Parigi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Federico Lorusso]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Jun 2025 15:57:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Alcaraz]]></category>
		<category><![CDATA[ATP]]></category>
		<category><![CDATA[Sinner]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Due fenomeni si sono battuti sul Philippe Chatrier. Alcaraz ha battuto Sinner con il punteggio di 4-6 6-7 6-4 7-6 7-6, dopo 5 ore e 29 minuti di gioco.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tennisoncourt.com/due-fenomeni-a-parigi/">Due fenomeni a Parigi</a> proviene da <a href="https://www.tennisoncourt.com">Tennis On Court</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--60)">È difficile trovare le parole giuste per raccontare ciò che abbiamo visto nella finale del Roland Garros. Due fenomeni si sono battuti sul Philippe Chatrier per 5 ore e 29 minuti, in quella che è stata la finale più lunga di sempre nel torneo parigino. A spuntarla è stato Carlos Alcaraz, che ha superato il numero 1 al mondo Jannik Sinner con il punteggio di 4-6 6-7 6-4 7-6 7-6. Per lo spagnolo si tratta del secondo successo consecutivo a Parigi.</p>



<figure data-wp-context="{&quot;imageId&quot;:&quot;6abb62ecd11ec&quot;}" data-wp-interactive="core/image" data-wp-key="6abb62ecd11ec" class="wp-block-image size-full wp-lightbox-container"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="563" data-wp-class--hide="state.isContentHidden" data-wp-class--show="state.isContentVisible" data-wp-init="callbacks.setButtonStyles" data-wp-on--click="actions.showLightbox" data-wp-on--load="callbacks.setButtonStyles" data-wp-on--pointerdown="actions.preloadImage" data-wp-on--pointerenter="actions.preloadImageWithDelay" data-wp-on--pointerleave="actions.cancelPreload" data-wp-on-window--resize="callbacks.setButtonStyles" src="https://www.tennisoncourt.com/wp-content/uploads/2025/06/alcaraz_sinner_rolandgarros_2025.jpg" alt="Due fenomeni si sono battuti sul Philippe Chatrier. Alcaraz ha battuto Sinner con il punteggio di 4-6 6-7 6-4 7-6 7-6, dopo 5 ore e 29 minuti di gioco. | Tennis On Court | Sito di informazione tennistica" class="wp-image-1366" srcset="https://www.tennisoncourt.com/wp-content/uploads/2025/06/alcaraz_sinner_rolandgarros_2025.jpg 1000w, https://www.tennisoncourt.com/wp-content/uploads/2025/06/alcaraz_sinner_rolandgarros_2025-300x169.jpg 300w, https://www.tennisoncourt.com/wp-content/uploads/2025/06/alcaraz_sinner_rolandgarros_2025-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><button
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		</button><figcaption class="wp-element-caption">Foto Cédric Lecocq / FFT</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--60)">Che sarebbe stata un&#8217;edizione memorabile lo si poteva intuire da subito.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il torneo si è aperto con l&#8217;omaggio al più grande di sempre sulla terra battuta, regalandoci un momento di grande commozione che rimarrà per sempre. Il mondo del tennis ha celebrato Rafa Nadal nel campo che l&#8217;ha reso immortale. Sugli spalti di uno Chatrier gremitissimo, tutti i tifosi indossavano una maglia con la scritta &#8220;Merci Rafa&#8221; creando una splendida coreografia. Sul campo non potevano mancare i suoi più grandi rivali: Federer, Djokovic e Murray.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Durante la cerimonia è stata mostrata la targa celebrativa che resterà per sempre nella terra del Philippe Chatrier.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nadal ha vinto il Roland Garros 14 volte, un record che molto difficilmente verrà superato. Nelle 116 partite disputate ha perso solo 4 volte: contro Söderling, due volte contro Djokovic, e contro Zverev nella sua ultima partita a Parigi. Insuperabile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tornando al tennis giocato, il torneo è stato ricco di colpi di scena fin dai primi turni. Fritz, Medvedev, De Minaur, Cerundolo, Mensik, Ruud e Tsitsipas sono stati eliminati al primo o secondo turno. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La sorpresa più grande tuttavia porta il nome di Aleksandr Bublik, raggiungendo con i quarti di finale il suo miglior risultato in un torneo dello Slam in carriera. Il kazako, che fino a qualche settimana fa non sembrava più in grado di vincere partite, ha detto di essersi ritrovato grazie a un viaggio di &#8220;tre giorni belli intensi&#8221; a Las Vegas. Nel torneo ha eliminato, tra gli altri, De Minaur, recuperando due set di svantaggio, e Draper.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ho avuto il piacere di vedere Bublik giocare a Torino il mese scorso e sembra un altro giocatore, soprattutto dal punto di vista comportamentale. Se manterrà l&#8217;equilibrio potrà togliersi tante soddisfazioni in questa seconda parte di carriera. A livello di colpi è inferiore a pochissimi giocatori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Venendo ai favoriti, nei quarti di finale Novak Djokovic ha dimostrato per l&#8217;ennesima volta perché è il più vincente di sempre eliminando in 4 set Zverev, finalista lo scorso anno. Nulla ha potuto nel match successivo contro Sinner, che ha così raggiunto la sua prima finale a Parigi. Il serbo a fine partita si è fermato per salutare il pubblico francese, comunicando poi in conferenza stampa che non sa se tornerà il prossimo anno. Il cammino di Sinner è stato un dominio, non ha perso alcun set e ha rifilato diversi 6-0 e 6-1 ai suoi avversari che sono stati in ordine Rinderknech, Gasquet, Lehecka, Rublev, Bublik e appunto Djokovic.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dall&#8217;altra parte del tabellone Alcaraz ha raggiunto l&#8217;appuntamento finale eliminando Zeppieri, Maroszan, Dzumhur, Shelton, Paul e Musetti. Per l&#8217;azzurro è stata una stagione su terra di altissimo livello, è arrivato almeno in semifinale in tutti e quattro i tornei più importanti e forse questo ha pesato sulla sua tenuta fisica. In semifinale contro Alcaraz si è ritirato all&#8217;inizio del quarto set.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La finale tanto attesa è quindi finalmente servita. Sinner e Alcaraz, uno di fronte all&#8217;altro a giocarsi un titolo Slam.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La partita inizia senza fasi di studio con i due giocatori che giocano dal primo scambio a ritmi altissimi, i primi quattro game del match durano in tutto 30 minuti. Se il buongiorno si vede dal mattino.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il primo a strappare il servizio è Alcaraz che va sopra 3-2. Nel game successivo arriva puntuale il contro break di Sinner che bissa nel decimo game e chiude il parziale dopo più di un&#8217;ora col punteggio di 6-4.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel secondo l&#8217;azzurro parte fortissimo e si ritrova subito sopra 3-0. Il vantaggio rimane fino al nono game dove Alcaraz, alla prima palla break del set in suo favore, rimette tutto in discussione. Si prosegue on serve e si arriva al tie-break dove Sinner è perfetto, memorabile un lungolinea di diritto che lascia immobile lo spagnolo. Jannik chiude 7-4 il tie-break in suo favore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alcaraz sembra ferito e il terzo set comincia ancora all&#8217;insegna di Sinner che riesce a brekkare il suo avversario nel primo game del parziale. Qui però l&#8217;azzurro accusa un evidente calo fisico e Alcaraz vince i successivi 4 game. Nel momento di chiudere però arriva il break di Sinner, che rinvigorito appare di nuovo fresco fisicamente. Il set sembra essere tornato in equilibrio ma nel game del possibile 5-5 lo spagnolo strappa il servizio a 0 e accorcia le distanze.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel quarto set regna l&#8217;equilibrio fino al 3 pari quando Sinner si porta in vantaggio e va sopra 5 giochi a 3. Alcaraz serve per rimanere nel match e si ritrova 0-40. 3 match point consecutivi per l&#8217;italiano. Sul 15-40 l&#8217;azzurro manda lunga una risposta di rovescio su una seconda abbordabile di Carlitos, che sugli altri punti invece è perfetto e manda Sinner a servire per chiudere. Il game che avrebbe potuto chiudere la partita, si trasforma in un altro colpo di scena. Sinner, senza l’aiuto del servizio e con qualche errore di troppo, viene brekkato. Siamo di nuovo pari. Alcaraz è ancora vivo e vive venti minuti di perfezione tennistica chiudendo 7-3 nel tie break. Si va al quinto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il set comincia con il break di Alcaraz e con Sinner che sembra prossimo ai crampi. Lo spagnolo si accorge e inizia a giocare le sue palle corte, sulle quali l&#8217;azzurro non prova neanche a scattare. Alcaraz annulla due palle break nel quarto game e conduce senza grossi problemi fino al 5-4. Qui arriva il sussulto di Sinner che sul 15-30 recupera una palla corta con un colpo vincente e riporta tutto in parità. Il game successivo fila liscio, Jannik è ancora in vantaggio e Alcaraz serve di nuovo per restare nel match. Sul 15-30 forse la palla dove ha più rimpianti Sinner, che commette un errore gratuito di diritto. Da questo momento Alcaraz entra in <em>God Mode</em> e vincendo 14 degli ultimi 17 punti, dopo 5 ore e 29 minuti, può lasciarsi cadere in trionfo sulla terra parigina.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per Sinner una sconfitta pesantissima, considerando il vantaggio di due set e i match point non concretizzati, anche se ci sono tantissime cose da guardare con ottimismo, una su tutte il servizio, che non ha funzionato come sempre. La percentuale di prime palle in campo è stata inferiore al 55% e nonostante questo è stato a un punto dalla vittoria. Come ha più volte ribadito lo stesso Jannik, solo qualche settimana fa avrebbe firmato per fare finale a Roma e al Roland Garros. Il suo livello è nettamente più alto di tutti gli altri giocatori, ad eccezione appunto di Alcaraz che ha vinto gli ultimi 5 scontri diretti confermando di avere picchi assoluti più alti e che comunque predilige giocare sulla terra battuta, la superficie meno adatta invece al gioco di Sinner. Appuntamento tra i due a Wimbledon?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Curioso infine pensare che Sinner abbia perso i set nei quali ha tenuto meglio sulla diagonale di destra, la preferita di Alcaraz, e vinto quelli in cui sembrava più in difficoltà da quel lato di campo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da subito sono arrivati gli elogi dagli sportivi di tutto il mondo, Patrick Mouratoglou ha scritto su X che è stata senza dubbio la finale del Roland Garros più bella di sempre, come dargli torto. Il mondo del tennis ringrazia questi due campioni per averci regalato una delle partite più belle e intense di sempre.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo sport, e il tennis in particolare, è anche questo, ci deve sempre essere un vinto e un vincitore ma se ieri avessero dato metà coppa a ciascuno non si sarebbe indignato nessuno.</p>
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		<title>Bentornata Roma, bentornato Sinner</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Federico Lorusso]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 May 2025 08:26:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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		<category><![CDATA[ATP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Jannik Sinner torna dopo tre mesi di stop e lo fa nella cornice più amata: gli Internazionali di Roma. Il numero 1 guida una spedizione azzurra da record, tra entusiasmo e grandi aspettative.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Sinner guida la carica azzurra agli Internazionali di Roma.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;attesa è finalmente terminata. Jannik Sinner è pronto al rientro in campo dopo 3 mesi di stop forzato. La cornice è la più bella possibile: gli Internazionali di Roma, il torneo sacro per ogni tennista italiano.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--60)">Cosa dobbiamo aspettarci dal numero 1 al mondo? E dagli altri italiani? Facciamo un punto sul Foro Italico.</p>



<figure data-wp-context="{&quot;imageId&quot;:&quot;6abb62ecd256f&quot;}" data-wp-interactive="core/image" data-wp-key="6abb62ecd256f" class="wp-block-image size-full wp-lightbox-container"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="563" data-wp-class--hide="state.isContentHidden" data-wp-class--show="state.isContentVisible" data-wp-init="callbacks.setButtonStyles" data-wp-on--click="actions.showLightbox" data-wp-on--load="callbacks.setButtonStyles" data-wp-on--pointerdown="actions.preloadImage" data-wp-on--pointerenter="actions.preloadImageWithDelay" data-wp-on--pointerleave="actions.cancelPreload" data-wp-on-window--resize="callbacks.setButtonStyles" src="https://www.tennisoncourt.com/wp-content/uploads/2025/05/sinner_roma.jpg" alt="Jannik Sinner torna dopo tre mesi di stop e lo fa nella cornice più amata: gli Internazionali di Roma. Il numero 1 guida una spedizione azzurra da record, tra entusiasmo e grandi aspettative | Tennis On Court | Sito di informazione tennistica" class="wp-image-1339" srcset="https://www.tennisoncourt.com/wp-content/uploads/2025/05/sinner_roma.jpg 1000w, https://www.tennisoncourt.com/wp-content/uploads/2025/05/sinner_roma-300x169.jpg 300w, https://www.tennisoncourt.com/wp-content/uploads/2025/05/sinner_roma-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><button
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<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--60)">L&#8217;entusiasmo a Roma è ai massimi storici. In più di 5000, se non è record poco ci manca, hanno assistito al primo allenamento di Sinner, che ha scelto Lehecka come sparring. Il ceco è un tennista dotato di una grandissima potenza, il compagno perfetto per riprendere il ritmo partita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per il suo esordio nel torneo tuttavia bisognerà aspettare ancora qualche giorno, il debutto è previsto per sabato 10 maggio dove incontrerà uno tra Cinà, un&#8217;altra giovane promessa del nostro movimento, e Navone, che parte favorito.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Considerando l&#8217;inattività, il suo cammino non sarà dei più semplici. I possibili avversari dell&#8217;azzurro sono Davidovich Fokina al terzo turno e Cerundolo al quarto, due dei tennisti più in forma dell&#8217;anno. Ai quarti di finale potrebbe trovare Ruud, fresco vincitore del 1000 di Madrid, anche se tutti sogniamo un derby con Matteo Berrettini.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alcaraz e Zverev invece potrebbero incontrare Jannik solo nell&#8217;eventuale finale, ma occorre andare coi piedi di piombo. È vero che Sinner non torna da un infortunio ma è altrettanto vero che tre mesi senza agonismo potrebbero essere pesanti, specie nelle primissime uscite.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A tal proposito lo stesso Sinner in conferenza stampa ha confermato che l&#8217;obiettivo è Parigi e che il torneo di Roma sarà un test per capire il suo livello. Tra le altre domande non potevano mancare i riferimenti alla squalifica, <a href="https://www.tennisoncourt.com/sinner-e-il-caso-doping/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">avevamo cercato di fare chiarezza sul caso doping qui</a>, ribadendo che lui non avrebbe voluto accordarsi con la Wada. Ha poi aggiunto che non ha sentito quasi nessuno dei suoi avversari, ammettendo però che da qualcuno si sarebbe aspettato qualcosa di più, anche un semplice messaggio.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Cosa ci ha lasciato l&#8217;assenza di Sinner?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;assenza di Jannik ci ha fatto capire una volta ancora che il livello della concorrenza in questo momento non è neanche lontanamente paragonabile al livello del numero 1. Nei quattro Masters 1000 giocati da inizio anno ci sono stati quattro diversi vincitori: Draper, Mensik, Alcaraz e Ruud. Zverev, che aveva un&#8217;occasione forse irripetibile, sembra essersi sciolto confermando limiti caratteriali evidenti. Per quanto riguarda Alcaraz il discorso è sempre lo stesso, i colpi sono forse superiori anche a quelli di Sinner, il problema è la tenuta mentale e le scelte all&#8217;interno della partita. A questo va aggiunta una programmazione sulla terra rivedibile che l&#8217;ha portato a rinunciare al torneo di Madrid.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il punto sugli italiani</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ben 23 sono gli italiani al via, 13 nel tabellone maschile e 10 in quello femminile, ai quali potrebbero aggiungersi altri giocatori provenienti dalle qualificazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Musetti è sicuramente il più atteso. Lorenzo arriva da un periodo di altissimo livello, dove ha raggiunto la finale a Monte Carlo e la semifinale a Madrid, culminato con l&#8217;ingresso in top 10. Il tabellone non è dei più complessi, e i quarti di finale sembrano un obiettivo alla sua portata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per Berrettini bisognerà capire in primis quali sono le sue condizioni fisiche, visti i problemini accusati a Madrid. Per lui potrebbe esserci il derby nel secondo turno con Fognini, che sfiderà Fearnley all&#8217;esordio, e uno scontro molto duro con Ruud al terzo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli altri italiani in gara sono Bellucci, Gigante, Arnaldi, Nardi, Cobolli, Passaro, Sonego e Darderi, vedremo chi arriverà più avanti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per le ragazze invece l&#8217;attesa è tutta sulle spalle di Jasmine Paolini, che dopo la separazione con Renzo Furlan, sembra aver ritrovato qualche lampo del tennis dello scorso anno, anche se l&#8217;ultima netta sconfitta subita contro Sakkari a Madrid lascia qualche punto interrogativo. Sul suo cammino le avversarie più pericolose sono Ostapenko, Muchova e Pegula prima di un&#8217;eventuale semifinale con Swiatek. Sabalenka è invece dall&#8217;altro lato del tabellone.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Completano il gruppo delle azzurre: Pedone, Bronzetti, Brancaccio, Errani, Cocciaretto, Stefanini, Zucchini, Urgesi e la giovanissima Tyra Grant, che ha recentemente ufficializzato la scelta di rappresentare i colori azzurri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se per il tabellone maschile c&#8217;è molta incertezza, per il tabellone femminile c&#8217;è una grandissima favorita: Aryna Sabalenka. La bielorussa, dopo aver accusato e non poco la sconfitta contro Keys in finale agli Australian Open, sembra aver rimesso il pilota automatico e, ad eccezione di qualche rara caduta, sta facendo piazza pulita. Il suo vantaggio in classifica sulla numero 2, Iga Swiatek, che vive una crisi senza fine, la dice lunga. Tra le prime due giocatrici al mondo ballano più di 4000 punti. Staremo a vedere se la tigre porterà a casa anche questo torneo, che manca nella sua bacheca.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il torneo di singolare femminile inizia martedì 6 maggio e termina il 17, il maschile inizia mercoledì 7 maggio e si conclude domenica 18.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Buoni Internazionali a tutti e bentornato Jannik Sinner.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tennisoncourt.com/bentornata-roma-bentornato-sinner/">Bentornata Roma, bentornato Sinner</a> proviene da <a href="https://www.tennisoncourt.com">Tennis On Court</a>.</p>
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		<title>Mirra is cooking</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Federico Lorusso]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Mar 2025 15:50:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Andreeva]]></category>
		<category><![CDATA[WTA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mirra Andreeva ha conquistato ad Indian Wells il suo secondo WTA 1000 consecutivo. Terzo titolo WTA per la russa che compirà 18 anni a fine aprile.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Mirra Andreeva ha vinto il WTA 1000 di Indian Wells, superando in finale la numero 1 al mondo, Aryna Sabalenka, in rimonta con il punteggio di 2-6 6-4 6-3.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--60)">Per la 17enne russa si tratta del secondo titolo WTA 1000 consecutivo, il primo lo aveva conquistato appena poche settimane fa a Dubai.</p>



<figure data-wp-context="{&quot;imageId&quot;:&quot;6abb62ecd4048&quot;}" data-wp-interactive="core/image" data-wp-key="6abb62ecd4048" class="wp-block-image size-full wp-lightbox-container"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="563" data-wp-class--hide="state.isContentHidden" data-wp-class--show="state.isContentVisible" data-wp-init="callbacks.setButtonStyles" data-wp-on--click="actions.showLightbox" data-wp-on--load="callbacks.setButtonStyles" data-wp-on--pointerdown="actions.preloadImage" data-wp-on--pointerenter="actions.preloadImageWithDelay" data-wp-on--pointerleave="actions.cancelPreload" data-wp-on-window--resize="callbacks.setButtonStyles" src="https://www.tennisoncourt.com/wp-content/uploads/2025/03/mirraandreeva_indianwells.jpg" alt="" class="wp-image-1288" srcset="https://www.tennisoncourt.com/wp-content/uploads/2025/03/mirraandreeva_indianwells.jpg 1000w, https://www.tennisoncourt.com/wp-content/uploads/2025/03/mirraandreeva_indianwells-300x169.jpg 300w, https://www.tennisoncourt.com/wp-content/uploads/2025/03/mirraandreeva_indianwells-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><button
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		</button><figcaption class="wp-element-caption">Foto account instagram Mirra Andreeva</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--60)">La stavamo tutti aspettando e lei non sta tradendo le attese. La bimba prodigio è pronta a prendersi la scena del tennis femminile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In poco più di un mese, Andreeva ha trionfato nei WTA 1000 di Dubai e Indian Wells ed è entrata in top 10, portandosi direttamente in sesta posizione. Ça va sans dire che, con i suoi 17 anni (diventerà maggiorenne a fine aprile) è la più giovane tra le prime cento tenniste nella classifica mondiale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questi due tornei, oltretutto, ha affrontato tenniste di altissimo livello. Ha battuto due volte Swiatek e Rybakina, entrambe campionesse slam ma anche avversarie del calibro di Vondrousova e Svitolina, fino ad arrivare a Sabalenka, la numero 1 al mondo che era reduce dalla super prestazione in semifinale contro Keys e che partiva con i favori del pronostico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per scomodare qualche paragone illustre vale la pena ricordare che prima di lei soltanto Serena Williams e Steffi Graf erano riuscite a battere, prima di compiere 18 anni, le prime due giocatrici al mondo nello stesso torneo. Andreeva ha battuto la numero 2 Swiatek in semifinale e, come detto, la numero 1 Sabalenka in finale. Giusto per capire la grandezza dell&#8217;impresa della russa, Williams e Graf sono le tenniste con più titoli Slam in singolare, se si considerano solo i titoli vinti nell&#8217;Era Open.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche se non ha ancora compiuto 18 anni, il gioco di Andreeva sembra già essere completo e non sembra avere punti deboli. Fortissima in difesa, tanto che anche Sabalenka, forse la tennista più potente in circolazione, ha sofferto e non poco i suoi prodigiosi recuperi. Super efficace in attacco, dove è riuscita a coniugare un rovescio di primissimo livello con un diritto sempre più arrotato e ricco di topspin, aspetto non banale nella scena femminile, che le permette di allontanare l&#8217;avversaria dalla linea di fondo e di aprirsi il campo. Inoltre ha aggiunto tanta velocità e precisione nel suo servizio, che sembrava il colpo sul quale doveva lavorare maggiormente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La cosa che stupisce di più però è l&#8217;abilità tattica. Nelle ultime uscite la russa ha mostrato un tennis vario, usando anche il backspin, sia offensivo che difensivo, cosa sempre più rara nel tennis attuale e in particolare nel circuito femminile, mandando spesso fuori giri le sue avversarie. A questo va aggiunta una tenuta mentale da campionessa, basti pensare che in semifinale a Indian Wells contro Swiatek ha perso il secondo set 6-1 e in finale contro Sabalenka ha perso il primo parziale col punteggio di 6 giochi a 2.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--60)">Gran parte del merito della rapida ascesa di Andreeva va dato alla sua coach Conchita Martínez, campionessa a Wimbledon nel 1994 ed ex numero 2 al mondo. Tra le due sembra esserci un rapporto madre-figlia basato su assoluta fiducia e stima reciproca.</p>



<figure data-wp-context="{&quot;imageId&quot;:&quot;6abb62ecd52c2&quot;}" data-wp-interactive="core/image" data-wp-key="6abb62ecd52c2" class="wp-block-image size-full wp-lightbox-container"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="563" data-wp-class--hide="state.isContentHidden" data-wp-class--show="state.isContentVisible" data-wp-init="callbacks.setButtonStyles" data-wp-on--click="actions.showLightbox" data-wp-on--load="callbacks.setButtonStyles" data-wp-on--pointerdown="actions.preloadImage" data-wp-on--pointerenter="actions.preloadImageWithDelay" data-wp-on--pointerleave="actions.cancelPreload" data-wp-on-window--resize="callbacks.setButtonStyles" src="https://www.tennisoncourt.com/wp-content/uploads/2025/03/andreeva_martinez_indianwells.jpg" alt="Mirra Andreeva festeggia la vittoria a Indian Wells con la sua coach Conchita Martínez | Tennis On Court | Sito di informazione tennistica" class="wp-image-1291" srcset="https://www.tennisoncourt.com/wp-content/uploads/2025/03/andreeva_martinez_indianwells.jpg 1000w, https://www.tennisoncourt.com/wp-content/uploads/2025/03/andreeva_martinez_indianwells-300x169.jpg 300w, https://www.tennisoncourt.com/wp-content/uploads/2025/03/andreeva_martinez_indianwells-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><button
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		</button><figcaption class="wp-element-caption">Foto EFE</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--60)">Conchita ha recentemente dichiarato di aver capito da subito che Andreeva doveva diventare più aggressiva e giocare meno colpi passivi in campo, l&#8217;ha fatta dunque lavorare in primis sulla mobilità e gioco di gambe e poi si sono concentrate sul diritto per renderlo più solido. Tutto questo è stato piuttosto semplice, ha ammesso la spagnola, considerando la rapidità di apprendimento di Mirra. E i risultati lo testimoniano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In conclusione la coach ha riconosciuto che la sua allieva non ha limiti, ma allo stesso tempo l&#8217;ha messa in guardia, sottolineando che non dovrà montarsi la testa, almeno finché sarà lei a sedere sulla sua panchina.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Andreeva ha tutto per non tradire le attese e il suo momento sembra essere già arrivato. Riuscirà a conquistare un titolo Slam già in questa stagione?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Indipendentemente dalla risposta possiamo tranquillamente dire che se le premesse sono queste il tennis femminile è in buone mani.</p>
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		<title>Jannik l&#8217;imbattibile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Federico Lorusso]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jan 2025 22:55:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[ATP]]></category>
		<category><![CDATA[Australian Open]]></category>
		<category><![CDATA[Sinner]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Jannik Sinner ha vinto gli Australian Open per la seconda volta consecutiva, superando in finale Sascha Zverev, con il punteggio di 6-3 7-6 6-3.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Jannik Sinner ha vinto gli Australian Open per la seconda volta consecutiva superando in finale Sascha Zverev, il numero 2 al mondo, con il punteggio di 6-3 7-6 6-3.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--60)">Terzo titolo Slam per l&#8217;azzurro e secondo consecutivo, dopo il successo dello scorso settembre agli US Open.</p>



<figure data-wp-context="{&quot;imageId&quot;:&quot;6abb62ecd6c57&quot;}" data-wp-interactive="core/image" data-wp-key="6abb62ecd6c57" class="wp-block-image size-full wp-lightbox-container"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="563" data-wp-class--hide="state.isContentHidden" data-wp-class--show="state.isContentVisible" data-wp-init="callbacks.setButtonStyles" data-wp-on--click="actions.showLightbox" data-wp-on--load="callbacks.setButtonStyles" data-wp-on--pointerdown="actions.preloadImage" data-wp-on--pointerenter="actions.preloadImageWithDelay" data-wp-on--pointerleave="actions.cancelPreload" data-wp-on-window--resize="callbacks.setButtonStyles" src="https://www.tennisoncourt.com/wp-content/uploads/2025/01/sinner_australianopen2025.jpg" alt="Jannik Sinner festeggia la vittoria degli Australian Open con la coppa | Tennis On Court | Sito di informazione tennistica" class="wp-image-1265" srcset="https://www.tennisoncourt.com/wp-content/uploads/2025/01/sinner_australianopen2025.jpg 1000w, https://www.tennisoncourt.com/wp-content/uploads/2025/01/sinner_australianopen2025-300x169.jpg 300w, https://www.tennisoncourt.com/wp-content/uploads/2025/01/sinner_australianopen2025-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><button
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<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--60)">Ad essere sinceri Sinner è arrivato a Melbourne da grande favorito, il tabellone inoltre era parso da subito sbilanciato verso la parte bassa, dove erano presenti Djokovic, Zverev e Alcaraz: gli sfidanti più accreditati a detronizzare l&#8217;azzurro. Dal suo lato Sinner aveva nell&#8217;ostacolo più grande Taylor Fritz, che però è stato sconfitto prematuramente dal sempreverde Monfils al terzo turno. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Tutto facile quindi? Niente affatto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oltre alle pressioni per essere l&#8217;uomo da battere, Jannik ha dovuto subire il solito circo mediatico montato da Kyrgios per screditarlo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il suo torneo è iniziato contro il cileno Jarry, un avversario ostico e anch&#8217;esso col dente avvelenato per la vicenda doping. Nel 2020 ha subito una squalifica di 10 mesi dopo essere risultato positivo ad un controllo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La partita, che era l&#8217;esordio stagionale di Sinner, non è stata delle più semplici ed è terminata con il punteggio di 7-6 7-6 6-1.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel secondo turno l&#8217;italiano ha superato la wildcard australiana Schoolkate in 4 set, dopo aver perso il primo parziale in cui, se è pur vero che l&#8217;australiano stava stra giocando, Sinner aveva dato l&#8217;impressione di non sentire così bene i colpi. Ma si sa che per i più forti i primi turni servono spesso a prendere le misure.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al terzo turno Sinner ha trovato in Giron l&#8217;avversario perfetto per entrare in palla. Partita agevole terminata in 3 rapidi set.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel turno successivo la sfida più difficile, contro Holger Rune.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo un inizio sotto controllo, il secondo set ha visto l&#8217;improvviso calo fisico di Sinner, complice anche il caldo e l&#8217;umidità australiana e Rune è stato bravo a farlo suo chiudendo col punteggio di 6 giochi a 3. A inizio terzo set il danese si è procurato due palle break consecutive. La seconda è stata il punto crocevia del torneo con Sinner che ha chiuso un punto interminabile con uno schiaffo al volo e che poi ha portato a casa il parziale con uno dei suoi soliti sprint finali. Il quarto set è iniziato con un&#8217;insolita pausa a causa della rottura della rete, che è stata una boccata d&#8217;ossigeno per Sinner capace poi di chiudere la pratica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il quarto di finale è stato l&#8217;incontro più agevole del torneo, chiuso in meno di 2 ore ai danni dell&#8217;idolo di casa Alex De Minaur, che ha successivamente ammesso in conferenza stampa di sentire di non avere armi per impensierire Sinner.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;ultimo ostacolo da superare tra Sinner e la seconda finale a Melbourne si chiama Ben Shelton.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo un primo set passato a rincorrere, e dopo aver annullato un set point in risposta, Jannik è riuscito a portare a casa il tie break indirizzando l&#8217;incontro e chiudendolo in poco più di 2 ore e mezza di gioco.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Finale per il secondo anno consecutivo, questa volta contro il numero 2 al mondo, Alexander Zverev, che ha sfruttato il ritiro di Djokovic in semifinale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sinner è partito subito fortissimo al servizio, dimostrando una superiorità negli scambi da fondo campo. Nell&#8217;ottavo gioco è arrivato l&#8217;unico break del set che ha permesso all&#8217;azzurro di chiudere il parziale con il punteggio di 6-3. Il secondo set è stato il più combattuto, con Zverev che ha alzato notevolmente il livello, anche se non è bastato. Sinner ha chiuso il tie break con un vincente di diritto che ha pizzicato la riga, poco dopo aver conquistato il mini-break decisivo anche grazie alla deviazione del nastro. Nel terzo set Zverev, apparso fin dai primi scambi giù di morale, ha subito il break nel sesto game. L&#8217;incontro è terminato pochi minuti dopo con un micidiale passante di rovescio di Sinner.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Niente da fare per il tedesco, che è stato sconfitto per la terza volta in altrettante apparizioni nell&#8217;ultimo incontro di un torneo dello Slam.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sorte contraria per Sinner, che per la terza volta su tre è campione di un Major, diventando l&#8217;italiano con più titoli Slam della storia. Pietrangeli si era fermato a due.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per l&#8217;ennesima volta Sinner ha dimostrato la sua superiorità sul campo, riuscendo a non concedere neanche una palla break in finale, e la sua grandezza fuori dal campo, andando a consolare un affranto Zverev poco prima della premiazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Zverev in conferenza stampa ha detto che Sinner in questo momento è in un universo parallelo, aggiungendo che in tutti i colpi, servizio a parte, è superiore a lui. Ha poi concluso dicendo che l’italiano gli ricorda Djokovic nelle sue migliori versioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il tedesco ha mostrato, in alcune fasi della partita, una maggiore aggressività ma deve migliorare ancora sul diritto, che contro la palla di Sinner è un colpo troppo debole.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sinner si è detto orgoglioso di ciò che ha fatto ma, da grande campione qual è, ha aggiunto di dover migliorare sulla terra e sull&#8217;erba.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il numero 1 al mondo non vuole smettere di stupirci e noi siamo grati di essere testimoni della sua carriera, la carriera di Jannik l&#8217;imbattibile.</p>
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		<title>Finalmente Madison Keys</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Federico Lorusso]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Jan 2025 16:57:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Australian Open]]></category>
		<category><![CDATA[Keys]]></category>
		<category><![CDATA[Sabalenka]]></category>
		<category><![CDATA[WTA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quando forse nessuno più ci credeva, Madison Keys conquista il suo primo titolo in un torneo del Grande Slam agli Australian Open.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="margin-bottom:var(--wp--preset--spacing--60)">Quando forse nessuno più ci credeva, all&#8217;alba dei 30 anni, Madison Keys conquista il suo primo titolo in un torneo del Grande Slam agli Australian Open, sconfiggendo la numero 1 al mondo e campionessa in carica Aryna Sabalenka, in 3 set con il punteggio di 6-3 2-6 7-5.</p>



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<p class="wp-block-paragraph" style="margin-top:var(--wp--preset--spacing--60)">La carriera di Keys è sempre stata contornata dalle grandi aspettative che c&#8217;erano sulle sue spalle.<br>Fin da ragazzina veniva etichettata come la futura campionessa del tennis mondiale. Negli anni non era riuscita a confermare le attese, complice qualche infortunio di troppo e uno stile di gioco ad alto rischio, non sempre efficace.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2017, a 22 anni, gioca la prima finale Slam a Flushing Meadows, dove viene sconfitta nettamente da Sloane Stephens col punteggio di 6-3 6-0.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo quella finale, negli Slam aveva raggiunto al massimo qualche semifinale, dove non era mai riuscita a vincere, e aveva collezionato tante, troppe eliminazioni nei primi turni. Il corso della sua carriera iniziava a delinearsi con chiarezza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;occasione di cambiare il destino sembrava il torneo dello scorso anno di Wimbledon. Il tabellone aveva visto la prematura eliminazione delle prime teste di serie e Keys aveva agevolmente raggiunto il quarto turno, dove era attesa dalla sorprendente Jasmine Paolini.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Qui però entra in gioco la sfortuna.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Keys in vantaggio 5-3 nel terzo set, sente una fitta alla gamba sinistra, il muscolo cede. Prova a stringere i denti ma non è più in grado di difendersi. Paolini non si distrae e rientra fino al 5-5.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Keys non può far altro che ritirarsi, uscendo dal campo in lacrime e pensando forse che un&#8217;altra occasione del genere non sarebbe ricapitata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A fine anno però Maddi prende una decisione che può sembrare banale ma banale non è: cambio di racchetta, passando da una Wilson Ultra a una Yonex Ezone, che le offre maggiore precisione e controllo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;anno nuovo inizia alla grande. Keys vince il primo titolo stagionale, trionfando al WTA 500 di Adelaide, dove supera in finale Jessica Pegula e si presenta a Melbourne con tanta fiducia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nonostante un tabellone che pareva proibitivo, l&#8217;americana raggiunge le semifinali dopo aver eliminato Collins, Rybakina e Svitolina.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In semifinale la prima impresa. Keys supera Iga Swiatek nel match tie-break del terzo set, dopo aver annullato un match point alla polacca sul 6-5.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In finale trova la numero 1 al mondo: Aryna Sabalenka, che non perde un incontro Slam sul cemento dalla finale degli US Open del 2023 e che ha vinto le ultime due edizioni degli Australian Open.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Keys parte alla grande e dopo poco più di mezz&#8217;ora è in vantaggio di un set, anche complice un inizio complicato della bielorussa troppo fallosa e nervosa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel secondo set la partita cambia: Sabalenka si aggiudica il parziale col punteggio di 6 giochi a 2.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il finale sembra scritto e Keys dà l&#8217;impressione di accusare la stanchezza delle ultime settimane.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il terzo set parte con le giocatrici che tengono agevolmente i primi turni di battuta.<br>Sul punteggio di 2-2 0-15 il punto che forse indirizza l&#8217;incontro. Keys gioca una veronica incredibile, sottolineata dal bel sorriso tra le due, e riesce a tenere il servizio in un game in cui partiva sotto. Il set arriva al 6-5 per l&#8217;americana senza alcuna palla break. Sabalenka qui si scompone e si ritrova improvvisamente sotto 15-40. Il secondo Championship Point è quello giusto. Keys chiude con un micidiale diritto ad uscire.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Game, set and match Keys, che può finalmente alzare il suo primo titolo Slam.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un trionfo super meritato considerando le avversarie che ha affrontato e il livello che ha mostrato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Che sia l&#8217;inizio per lei di una seconda giovinezza? Questo ce lo dirà solo il tempo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Maddi, You (finally) did it.</em></p>
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